Che cos’è l’orecchio musicale
L’orecchio musicale è la capacità di riconoscere, comprendere e riprodurre suoni e strutture musicali. Non è un dono innato riservato a pochi privilegiati: è un’abilità che si sviluppa con la pratica, esattamente come un muscolo si rafforza con l’esercizio. Il cosiddetto “orecchio assoluto” (la capacità di identificare una nota senza riferimento) è effettivamente raro, ma l'”orecchio relativo” (la capacità di riconoscere intervalli e relazioni tra le note) è alla portata di chiunque sia disposto ad allenarsi con costanza.
Un orecchio musicale sviluppato ti permette di suonare una canzone sentita alla radio senza spartito, di improvvisare con sicurezza, di accordare il tuo strumento senza tuner, e di comunicare musicalmente con altri musicisti in modo intuitivo. È la differenza tra un musicista che legge e uno che capisce veramente.
Settimana 1: riconoscere gli intervalli
Gli intervalli sono la distanza tra due note, e sono il fondamento dell’ear training. Il modo più efficace per impararli è associarli a canzoni famose che iniziano con quell’intervallo:
Seconda maggiore (2 semitoni): le prime due note di “Fra Martino” (Do-Re). Terza maggiore (4 semitoni): le prime note di “Oh When the Saints Go Marching In”. Terza minore (3 semitoni): le prime note di “Greensleeves”. Quarta giusta (5 semitoni): le prime note dell’inno alla gioia di Beethoven oppure “Here Comes the Bride”. Quinta giusta (7 semitoni): le prime note di “Star Wars”. Ottava (12 semitoni): le prime note di “Somewhere Over the Rainbow”.
Pratica quotidiana: usa un’app di ear training (Functional Ear Trainer, Perfect Ear, EarMaster) e dedica 10 minuti al giorno al riconoscimento degli intervalli. Inizia con secondi e terzi, poi aggiungi gradualmente quarte, quinte e seste.
Settimana 2: riconoscere gli accordi
Una volta familiarizzato con gli intervalli, passa al riconoscimento degli accordi. I quattro tipi fondamentali sono: accordo maggiore (suona allegro, luminoso), accordo minore (suona triste, intimo), accordo diminuito (suona teso, instabile), e accordo aumentato (suona misterioso, sospeso).
Esercizio: suona un accordo al pianoforte (o chiedi a un amico di suonarlo) e cerca di identificare se è maggiore o minore. Questa distinzione è la più importante e la più facile da imparare. Con la pratica, il tuo orecchio inizierà a classificare automaticamente gli accordi che senti nella musica quotidiana.
Settimana 3: dettato melodico
Il dettato melodico è l’esercizio principe dell’ear training: ascoltare una melodia e scriverla sul pentagramma (o riprodurla sullo strumento). Inizia con melodie di 4-5 note nella tonalità di Do maggiore, poi aumenta gradualmente la complessità.
Un metodo efficace è il “canto interiore”: ascolta una nota, cantala nella tua mente (senza emettere suono), poi verifica suonandola allo strumento. Questa pratica costruisce una rappresentazione mentale precisa delle note, essenziale per la trascrizione musicale.
Settimana 4: trascrizione di canzoni
L’ultima settimana è dedicata alla trascrizione: ascolta una canzone semplice e cerca di riprodurla sul tuo strumento nota per nota, senza spartito. Inizia con la melodia principale, poi aggiungi la linea del basso, e infine gli accordi. Questo esercizio integra tutte le abilità sviluppate nelle settimane precedenti.
Canzoni ideali per le prime trascrizioni: “Twinkle Twinkle Little Star”, “Happy Birthday”, “Yesterday” dei Beatles, “Imagine” di John Lennon. Sono melodie familiari con strutture armoniche semplici, perfette per mettere alla prova il tuo orecchio senza frustrarti.
Esercizi avanzati
Una volta consolidate le basi, puoi esplorare: il riconoscimento delle scale (maggiore, minore, pentatonica, blues), l’identificazione delle progressioni armoniche (I-IV-V-I, I-vi-IV-V, blues 12 battute), il riconoscimento dei ritmi (terzine, sincopi, poliritmie), e la trascrizione di assoli jazz (inizia con assoli di Miles Davis, che sono melodici e relativamente semplici).
L’ear training è un viaggio senza fine: anche i musicisti professionisti continuano ad allenare l’orecchio per tutta la vita. Ma i risultati dei primi 30 giorni saranno sorprendenti. Inizierai a sentire la musica in modo completamente diverso: non più come un flusso sonoro indistinto, ma come un tessuto di melodie, armonie e ritmi che puoi comprendere, analizzare e riprodurre. È come imparare una nuova lingua: improvvisamente, il mondo diventa più ricco di significato.
